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Open Eyes
 

Open Eyes

Osservatorio sull’uso e l’abuso delle rete informatica, e l’intervento nei casi di cyberstalking giovanile

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NEWS



La confisca dei beni alla criminalità per un sistema sociale virtuoso di tutela e ripristino dei diritti lesi: è il filo rosso che tiene insieme i numerosi contributi del convegno intitolato “Dalla repressione del reato alla tutela della vittima”, organizzato dall’Associazione Chiamamilano e svoltosi a Palazzo Marino lo scorso 2 aprile.
La normativa che consente di sottrarre i beni ai circuiti criminali costituisce un’occasione irrinunciabile per realizzare una sorta di giustizia ripartiva sul piano sociale, ed è proprio in questa prospettiva che si muove il progetto “Open Eyes”, attraverso un osservatorio collocato a Milano presso un bene confiscato alla criminalità organizzata nell’ambito dell’iniziativa “più scuola meno mafia”, e promosso dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in collaborazione con Chiamamilano, l’Istituto di Istruzione Superiore Niccolò Macchiavelli e il dipartimento di psicologia della Seconda Università di Napoli.
L’idea di base è promuovere attività, ricerche e servizi per la tutela della vittima di reato, tutela che deve partire dallo studio dei fenomeni illeciti di maggiore diffusione per garantire, sul piano dell’assistenza concreta, dei momenti di accoglienza informativa, di supporto e di sostegno psicologico anche nella prospettiva del processo penale, in considerazione del fatto che spesso la vittima si ritrova sola ad affrontare tutto l’iter processuale e non solo.
Di queste tematiche hanno parlato, tra gli altri, il Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro, il il pm Alberto Nobili, e il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso che ha insistito sull’importanza del collegare l’operato dalle magistratura e la repressione del reato con la formazione di una cultura della legalità a partire proprio dalla scuola.
A.P.

 

 Milano 02 Aprile 2011
Sala Alessi, palazzo Marino, Piazza della Scala n.2
L'evento darà diritto a 4 crediti formativi riconosciuti dall'Ordine degli Avocati di Milano 

Open Eyes

Osservatorio sull’uso e l’abuso delle rete informatica, e l’intervento nei casi di cyberstalking giovanile

 

Associazione responsabile assegnataria per la gestione e realizzazione delle attività:  ChiamaMilano in collaborazione con altri soggetti attuatori:

    Scuole

    Università: Dipartimento di Psicologia, Seconda Università degli studi di Napoli

    Ministero della Pubblica Istruzione

Premessa

I ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori hanno sia a casa e spesso anche a scuola accesso alla rete web e a tutto quello che questa offre: Internet, posta elettronica, social networks, blog. Sin dalle scuole medie inferiori per tutte le superiori ragazzi e ragazze utilizzano in continuazione sistemi informatici per comunicare, per parlare di sé, per conoscere, per farsi conoscere, per stringere amicizie, per parlare di interessi comuni di musica, di sport, di spettacolo. Sebbene questa evoluzione informatica abbia dato la possibilità ai giovani di accedere a informazioni, notizie, curiosità, in tempo reale, nonché abbia reso possibile comunicare con tutto il mondo, rendersi visibili, parlare di sé, interagire, e tutti gli altri vantaggi e opportunità che internet da, internet ha dei rischi, di cui i giovani non sono sempre consapevoli. Questi rischio possono essere riconducibili sia alla loro eccessiva esposizione, con scambi di informazioni che ledono la propria privacy ma anche quella delle persone a loro vicine, sia rischi di mettere in atto comportamenti che ledono terze persone. Internet non tutela sempre la privacy, ci si può inserire sotto altri nomi e intrudere nella vita altrui anche attraverso la diffusione di immagini video, audio, foto che danneggiano le persone. La cronaca e l’esperienza di numerosi ragazzi e ragazze ha evidenziato questo aspetto anche se non sono state ancora intraprese delle vere e proprie iniziative di studio e di ricerca per tutelarsi da questi rischi. I rischi sono sia in termini di vittimizzazione ma anche di commissione di reati. In particolar modo l’usare la rete attraverso social networks, blogs esposne al rischio di subire il così detto ‘cyberstalking’


E’ in quest’ottica che si vuole mettere a punto un progetto per la realizzazione di un Osservatorio, unico nel suo genere, denominato ‘Open Eyes: Safenet use’, a Milano. La realizzazione di questo osservatorio vuole anche essere un’idea pilota da diffondere successivamente in altre parti del territorio nazionale.  

La devianza e la criminalità sia organizzata sia quella così detta ordinaria commessa da adulti o da minori presentano diverse matrici o fattori di rischio individuali, sociali e culturali che possono spiegare l’esistenza, l’inizio, la recidiva o la conclusione di queste condotte.  

Numerosi studi psico-sociali e criminologici hanno evidenziato come condotte violente future sono già presenti in età (pre)adolescenziale. In un’ottica di intervento e prevenzione è essenziale intervenire come istituzioni e privato sociale alle fasce di età di studenti sia delle scuole primarie, sia secondarie.

Numerosi sono gli studi realizzati anche in Italia che hanno evidenziato come il fenomeno del così detto ‘bullismo’ riguardi oltre il 20% dei ragazzi e delle ragazze. Si tratta di comportamenti di sopraffazione fisica, psicologica o verbale reiterati nel tempo, commessi da un ragazzo (o gruppo di ragazzi, o ragazze) nei confronti di un altro ritenuto più debole, con l’intenzione di nuocere. Prendere in giro ripetutamente, chiamare con brutti nomi, prendere le cose di un compagno, ma anche vere e proprie aggressioni fisiche. Chi subisce il bullismo spesso per paura delle ritorsioni o per vergogna non ne parla con nessuno, si sente in colpa si chiude in se stesso, ha problemi di natura psicosomatica (mal di pancia, ma di testa, eruzioni cutanee) e in molti casi non vuole più andare a scuola. Si verifica anche per questi motivi il fenomeno della dispersione scolastica, o altre forme di condotte violente.

Città metropolitane come Milano, con la sua problematicità legata anche al fenomeno dell’immigrazione e quindi dell’integrazione, con il contrapporsi di culture ed estrazioni socio-culturali diverse vede nelle proprie scuole l’acuirsi di certi fenomeni di bullismo, con conseguenze negative sia a livello dei singoli soggetti coinvolti, sia a livello della scuola e della cittadinanza in generale.

Devianza, bullismo e uso non conforme della rete web può portare a nuove forme di condotte antisociali sia subite che agite ancora poco studiate sia in Italia sia all’estero in termini di frequenza che di implicazioni sociali, culturali, giuridiche. In particolare, un fenomeno anche questo relativamente nuovo ma sempre più diffuso anche fra i giovani sin dai 10-11 anni, ma in Italia pochissimo studiato e affrontato è il comportamento persecutorio giovanile spesso attuato attraverso mail, sms, chat, blogs, social networks (ad es. Facebook, Twitter), chiamato anche ‘cyberstalking’.

Lo stalking è un insieme di condotte a forma diretta o indiretta agite sottoforma di persecuzione con messaggi, telefonate, inseguimenti, vere e proprie aggressioni fisiche e sessuali, pedinamenti che solitamente vengono commessi da ex partner ma possono essere commessi anche da persone sconosciute o appena ma che possono manifestarsi sin dalla giovanissima età. Queste persecuzioni infatti possono avvenire anche fra giovani ragazzi delle scuole medie o delle superiori, anche a cause del frequente uso di sistemi di comunicazione e di informatica e della rete. Il così detto fenomeno del cyberstalking e cyberbullying è facilitato dall’uso massiccio da parte degli studenti di internet, mail e altri sistemi di comunicazione informatica. La privacy, resa disponibile a potenzialmente migliaia, milioni di persone, può essere violata attraverso forme di vere e proprie persecuzioni.

E tutto questo ha delle ripercussioni non solo sui singoli individui, ma anche su insegnanti, le famiglie e la comunità in generale, condizionando negativamente il benessere dei giovani e la loro incolumità psichica oltre che fisica.

Obiettivi di dell’Osservatorio Open Eyes

Open Eyes si pone come laboratorio, osservatorio di studi, ricerche e intervento e informazione e formazione sull’uso della rete web in tutte le sue forme di comunicazioni e le conseguenze che ne comporta per un uso inappropriato o un vero e proprio abuso. I casi di bullismo giovanile e il crescente inquietante fenomeno dello stalking con particolare riferimento al cyber stalking e le conseguenze che questo può comportare fra cui danni sulla sfera psicofisica ma anche sociale, costituiscono un passo fondamentale per promuovere i processi di socializzazione anche tramite la rete, ma prevenirne un uso che comporta devianza, antisocialità, ma anche riduzione del rendimento scolastico, dispersione scolastica o vera e propria vittimizzazione.

Servizi e attività

L’Osservatorio Open Eyes collocato a Milano, presso un bene confiscato alla criminalità organizzata costituisce un polo di studi, ricerche, informazione, formazione, e gestione diretta dei casi è gestito dall’associazione civica Chiama Milano costituita in ATI con il Ministero della Pubblica Istruzione, alcune scuole medie inferiori e superiori e il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli che ha la competenze e la funzione di monitoraggio e di coordinamento delle attività di ricerca. Open Eyes diviene un Osservatorio di riferimento a livello locale e nazionale per la promozione di conoscenza e informazione e formazione sui temi trattati. Attraverso la rete con servizi del territorio che a vario titolo operano direttamente o indirettamente con il mondo giovanile scolastico e di aggregazione (mondo sportivo, aggregazioni culturali giovanili) Open Eyes si propone di fornire  i seguenti servizi/attività:

-    centro studi e ricerche sull’uso/abuso giovanile della rete informatica in particolar modo sul bullismo giovanile on-line (ad es. messa in rete con youtube di video diffamatori o umilianti) e in particolare lo studio dello stalking giovanile e al cyber-stalking. Si tratta di progettare e realizzare ricerche sul campo con scuole campione site nell’interland milanese, dislocate su diverse tipologie cittadine, per conoscere la diffusione, la natura e le conseguenze di queste condotte. Tali ricerche verrebbero condotte attraverso studi longitudinali per il monitoraggio temporale del fenomeno. Tali ricerche possono essere internamente promosse a livello di singole scuole o su commissione di enti, istituzioni;

-    centro per la informazione e formazione rivolta a insegnanti, operatori del sociale, operatori sanitari e anche in collaborazione con le Forze dell’Ordine sulle tematiche dell’uso lecito e illecito della rete web e possibili rischi ad esso associati.  violenza nelle scuole con particolare riferimento al bullismo on line, strategie di intervento e gestione dei casi, sullo stalking giovanile e cyberstalking. La formazione viene realizzata in base alle specifiche richieste ed esigenze attraverso un sistema dell’analisi della domanda e proposta formativa analizzata e erogata ad hoc.

-    centro per la progettazione di programmi di intervento per la riduzione del fenomeno del bullismo online, l’abuso delle reti informatiche, dello stalking giovanile online e per la promozione della prosocialità e l’uso corretto e rispettoso della rete.

-    monitoraggio e valutazione dell’efficacia dei progetti realizzati nelle scuole e sul territorio

-    pubblicazione di materiale informativo e divulgativo (ad esempio vademecum, linee guida on line, FAQ) sulle tematiche di studio e intervento di Open Eyes

-    sportello di ascolto e counselling sulle tematiche oggetto di studio

-    sportello per la consulenza legale in sede o presso la sede di ChiamaMilano sulla norma vigente, per consulenza e ove richiesto per assistenza legale.

-    In alcuni casi sarà possibile, previo appuntamento, l’intervento diretto nella gestione dei casi delle conseguenze derivanti dall’uso inadeguato della rete,  bullismo on-line e cyberstalking, in sede, o presso gli uffici di Chiama Milano.


 

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